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Riflessioni di fine agosto


Riceviamo e pubblichiamo volentieri le riflessioni sul tema della lottizzazione di Costa Paradiso, sulla destinazione delle relative opere di urbanizzazione primaria ed in particolare del servizio idrico integrato, che l'ing. Alessandro Pignagnoli ha fatto pervenire alla nostra redazione. Riteniamo anche di doverlo ringraziare per aver sostenuto l'opportunità che agli oneri del ricorso al TAR promosso da un gruppo di Partecipanti aderenti ad ATCP partecipi tutta la Comunità in quanto un eventuale esito positivo del ricorso, oltre a fare definitivamente chiarezza sulle annose e controverse problematiche legate alla convenzione di lottizzazione di Costa Paradiso, sarà a vantaggio di tutti. Alle riflessioni dell'ing. Pignagnoli faremo seguire i prossimi giorni una nostra nota di commento per chiarire o rafforzare alcuni aspetti di uno scenario un po' complicato.

F. Mulas

 

Carissimi,

Pare che siamo arrivati ad una svolta per il nostro amato territorio di Costa Paradiso. Si tratta di una svolta che può portare a fatti positivi, in particolare a liberarci da alcun incombenze indebite (e costi relativi) che stiamo subendo da diversi decenni.

Contemporaneamente a questo si apriranno anche scenari nuovi, non completamente chiari e, per qualche aspetto, non esattamente positivi. In ogni caso questa svolta ci sarà, e piuttosto a breve.

Essa è conseguenza, prima di tutto, di un processo lungo e faticoso di chiarimento sulla situazione complessiva di Costa Paradiso, in particolare su quella annosa questione della lottizzazione mai conclusa, e dei presunti oneri a carico dei cosiddetti “aventi causa”.

Questo processo di chiarimento delle varie situazioni ha portato ad alcuni punti fermi.

Prima di tutto, oggi abbiamo tutti ben chiaro che, al contrario di quanto ci veniva raccontato da piu parti:

- I proprietari di Costa Paradiso NON sono gli aventi causa del lottizzante; quindi non spetta a noi, in modo automatico, pagare alcuna opera (manutenzioni, adeguamenti, rifacimenti) connessa alla lottizzazione;

- che, ancor meno, possono essere a nostro diretto carico oneri di ampliamento della fognatura, o altre opere infrastrutturali similari;

- che la presenza del Comune di Trinità all'interno della "comproprietà" di Costa Paradiso (che genera poi il suo diritto di voto per le cariche) non è accettabile, in quanto in conflitto d'interessi con la nostra gestione, e frutto di atti (risalenti al 1975) fatti in violazione alla convenzione originaria, e comunque totalmente anomali;

- che le aree originariamente destinate alla cessione degli standard urbanistici (principalmente strade e parcheggi) ci sono pervenute in proprietà a seguito, anche in questo caso, di atti (rogiti) contrari agli impegni della Convenzione stessa; in ogni caso, queste aree oggi sono in comproprietà fra tutti i proprietari, e quindi private; è per questo che, da molti anni, ne subiamo anche i costi di gestione;

- che l'originaria Convenzione urbanistica, a livello di obblighi fra i soggetti che l’hanno stipulata, non può avere più alcuna efficacia, men che meno nei riguardi della Comunità. Attenzione però che quando si parla di efficacia si intende soltanto relativamente ai patti fra le due parti, perché i diritti di edificazione di chi ha acquistato i lotti sono e restano quelli stabiliti nel Piano urbanistico (aumentati di quelli dovuti a condoni, piani casa, ed elargizioni varie dovute a norme statali).

Posto tutto ciò, e al netto di precisazioni “di dettaglio” su quanto appena detto, da qualche mese abbiamo in mano uno strumento operativo importantissimo per far valere i nostri diritti: un CDA nuovo, totalmente espressione dei proprietari, senza la presenza diretta dell'amministrazione comunale, e quindi totalmente libero di operare nel nostro esclusivo interesse di proprietari.

A seguito poi di un lavoro più recente, fatto da alcuni di noi molto volonterosi, possiamo aggiungere alcune novità:

1) abbiamo messo in atto un processo che porterà la gestione delle infrastrutture esistenti (depuratore attuale e acquedotto attuale) al gestore istituzionale (Abbanoa); questo richiede un passaggi delle infrastrutture in proprietà pubblica (il Comune), tenendo però presente che il depuratore attuale è già di proprietà comunale, da molti anni, mentre l'acquedotto è attualmente nostro, e quindi dovrà essere ceduto. Ciò che ci interessa, su questo primo punto, è liberarci della “gestione” di queste infrastrutture, in quanto illegittime per noi; questo è un punto fermo irrinunciabile, su cui nessuno può discutere. Restano da definire solo i tempi di questi passaggi di gestione: si tratta di argomento in discussione in questo periodo da parte del nostro CDA.

2) abbiamo avviato il processo che ci porterà, prima o poi, ad avere le fognature per allacciare tutte le case, ed un depuratore correttamente dimensionato, a norma, con servizio pagato a tariffa di legge; per ottenere questo, si è reso necessario:

- smentire, carte e Leggi alla mano, tutti coloro che, in modo “interessato”, tentavano di obbligarci a pagare tutto;

- fermare ogni tentativo di imporci, contro la nostra volontà, gestioni indebite di servizi, costi inerenti e conseguenti, e qualsiasi altro onere non espressamente previsto dalla Leggi vigenti;

- a seguito principalmente delle iniziative del gruppo ATCP, soprattutto di natura legale, che ha promosso un ricorso al TAR sulla questione “Convenzione” (di cui sopra) e “aree di cessione”, ottenere una sentenza che metta la parola “fine” sulla tematica delle aree di urbanizzazione mai cedute al Comune (quelle attualmente di nostra proprietà, di cui, da molti anni, sopportiamo i costi); occorre anche tenere ben presente che, ad oggi, tale azione presso il Tar è stata pagata dai soci di Atcp. Si tratta di un'azione che i vecchi CDA avevano ritenuto di non appoggiare. A giudizio del sottoscritto occorre, per questione di equità, che tutta la Comunità si faccia carico di tali oneri.

Questi, in sintesi, i fatti ad oggi. A questo punto dobbiamo renderci conto che molto del nostro futuro dipenderà da noi proprietari, per tramite del nostro CDA. Le nostre scelte di oggi apriranno davanti a noi almeno due possibilità, ciascuna delle quali porterà Costa Paradiso verso scenari molto diversi fra loro.

La prima. La cessione al Comune di tutte le aree che originariamente erano individuate come standard urbanistici e le relative infrastrutture che su di esse insistono, necessarie anche all'ampliamento della futura fognatura. Conseguentemente anche tutte le manutenzioni su di esse, attualmente in carico alla Comunità, passeranno al Comune. Per questi servizi pagheremo comunque la TASI.

In questo quadro, anche l'ampliamento della fognatura (dal progetto, alla realizzazione, alla futura gestione) sarà tutto onere delle autorità preposte (Ato, Comune, Abbanoa) per addivenire al servizio idrico integrato (SII). Il SII verrà pagato da tariffa, secondo Legge.

La cessione al comune delle suddette aree (strade e parcheggi) porterà Costa paradiso ad un assetto urbanistico sul modello di Isola Rossa, cioè con strade pubbliche ed uscita di scena della Comunità attuale (e della Commisione tecnico artistica). La futura edificazione sui suoli, quindi, tornerà di sola competenza del Comune, senza possibilità di intervento da parte della nostra CTA.

La seconda. La cessione al Comune (e quindi ad Abbanoa) del solo servizio idrico integrato, inteso come proprietà delle sole infrastrutture, e della relativa gestione, mantenendo in capo alla Comunità la proprietà dei suoli, com’è oggi.

In questo scenario resterebbe la proprietà privata delle aree, con i relativi costi di gestione (ma senza pagare la TASI), e quindi resterebbe in vita la Comunità, potendo mantenere la sbarra e la vigilanza, e il controllo su chi entra e chi esce, sul modello di altre realtà della Sardegna.

Questo scenario è in contraddizione con le previsioni del Piano di lottizzazione, ma occorre anche ricordare che la Convenzione non ha più efficacia e tutti gli atti compiuti da tutte le amministrazioni comunali, almeno negli ultimi 30 anni, hanno manifestato una volontà contraria agli impegni della Convenzione stessa. Si tratta quindi di una contraddizione di forma ma non di sostanza.

Oggi si sta valutando, anche dal punto di vista legale, se e come può essere possibile imboccare una delle due strade suddette, che portano a scenari completamente diversi fra loro, mantenendo però fisso il fatto che la gestione del servizio idrico, con o senza la proprieta delle aree, deve tassativamente passare alla gestione pubblica.

L'importante è che tutti i proprietari siano consci delle conseguenze inevitabili collegate ai due scenari suddetti. Il sottoscritto, personalmente, ha sempre manifestato una netta preferenza per il secondo, mantenendo la Comunità ma senza il Comune di Trinità all'interno, limitando e regolamentando l’accesso al nostro territorio , liberandoci ovviamente di tutte le gestioni illegittime legate al servizio idrico integrato.

Resta sul tavolo il problema del "quando" potremo finalmente avere, tutti quanti, una fognatura depurata a cui allacciarci, riportando le nostre case alla piena legalità e fruibilità. L'ipotesi di farci noi promotori dell'opera fognaria, decisa nel passato, è attualmente bloccata per molte ragioni, anche se è stato chiarito che un eventuale nostro finanziamento sarebbe solo provvisorio, cioè dovrebbe esserci restituito.

Sul punto “ fognatura”, rimarco che questo oggi è il nostro più grande problema. Nel 2011 avevamo deciso di realizzarla in proprio e poi ci siamo fermati. Abbiamo aspettato troppo e cambiato idea troppe volte.

E’ chiaro che l’ideale per tutti sarebbe lasciare l’onere dell’iniziativa (e l’onere economico) al Comune, tramite Abbanoa, purchè l’opera si realizzi rapidamente. Altrimenti è preferibile (ben coscienti che non ci spetta l’obbligo) la realizzazione immediata con finanziamento provvisorio a nostro carico, e futura restituzione ad opera del futuro gestore (ad esempio a scomputo nella futura tariffa).

Bisogna decidere una volta per tutte. Una volta deciso cosa fare, si tratta solo di studiare i meccanismi normativi. Ciò che conta è che questa fognatura si faccia, al più presto.

PS: Qualcuno fra noi ha ancora il dubbio se sia o meno prioritario dotarci di fognatura in tutte le case; qualcun altro addirittura dice essere una follia la realizzazione di una fognatura a Costa Paradiso. A questi amici rispondo così: è meglio che si leggano il Decreto ambiente (D.Lgs 152-2006) nelle parti che riguardano gli agglomerati urbani e i reflui domestici, e in particolare l’art 133 che parla di sanzioni amministrative per scarichi di acque reflue domestiche senza autorizzazione, o autorizzazione scaduta. Probabilmente troveranno motivazioni valide per decidere.

Buona riflessione e un saluto cordiale a tutti

Ing Alessandro Pignagnoli