• Ferdinando Mulas

Zorro? Lasciamolo perdere!


Una proposta poco originale

Non passa giorno che Zorro non ci proponga qualche interessante novità dal suo pulpito digitale. La sua metamorfosi è impressionante: da portavoce degli “Amici di Costa Paradiso” è diventato il “supporter” (a pagamento ?) degli imprenditori edilizi di Costa Paradiso (che in tempi andati definiva sprezzantemente i “palazzinari di C.P.”). Un’autentica giravolta, degna di un trapezista da circo, altro che salto della quaglia, in cui spesso si esercita! Nella sua “contrapposizione ideale e politica” all’attuale gestione della Comunità, il nostro Fregoli cerca, infatti, nuova linfa vitale facendo una proposta, a suo dire, originale. Così egli scrive: “Possiamo avvallare la proposta di Mela-Gravina a due condizioni:

  1. “Una trattativa condotta da tutte le anime del villaggio perché del CdA in carica non ci si può fidare”;

  2. “che Costa Paradiso venga inserita nello stato di consistenza dei servizi idrici di Trinità”, in quanto “la proposta Mela/Gravina, com’è oggi, è sganciata da ogni prospettiva di pubblicizzazione del servizio”.

Citando un noto slogan pubblicitario potremmo commentare: “Il signore, sì, che se ne intende! Pover’uomo, lui così ricco di fantasia e di creatività, che va a riproporre ciò che la Comunità ha invano tentato di fare lo scorso anno! Quanto alla prima delle due condizioni poste, il C.d.A., che lo si voglia ammettere o meno, è rappresentativo di tutti i proprietari di Costa Paradiso. Zorro rinnega questa rappresentatività nei suoi riguardi ed ha ragione perché in effetti egli non risulta intestatario di alcun titolo di proprietà a C.P. Quanto alla seconda, ci vuole una bella dose di faccia tosta, solo a formularla. Il sito web della Comunità, nel dicembre scorso, ha dato conto in modo esaustivo della trattativa, attivata dagli avvocati della Comunità, dopo il rinvio dell’udienza del TAR del 24 aprile 2018, col Comune, con EGAS, Abbanoa e l’Avvocatura Distrettuale dello Stato, che assisteva EGAS. Ebbene, il percorso, definito da EGAS per far entrare Costa Paradiso nell’ambito del S.I.I., nel tavolo svoltosi a Cagliari il 26 giugno 2108, prevedeva tre fasi: 1) la redazione dello stato di consistenza delle opere di urbanizzazione; 2) l’acquisizione concreta delle opere dalla Comunità da parte del Comune; 3) il trasferimento delle opere stesse ad EGAS da parte del Comune.

Mentre la prima fase risultava scontata in quanto il Comune già possiede lo stato di consistenza delle suddette opere, per effetto del collaudo consegnato al Comune dalla Comunità nel marzo 2016, la seconda fase si è rivelata impercorribile per il rifiuto del Comune di acquisire le opere. Nel successivo mese di settembre, EGAS ribadiva, infatti, di poter “prendere in considerazione ogni istanza di acquisizione al perimetro d’ambito gestito da Abbanoa, qualora le opere di cui trattasi siano funzionali, di competenza del SII e risultino nella disponibilità dell’Amministrazione comunale che formula l’istanza”. Dunque, EGAS riconosce il Comune, come unico tramite attraverso cui far entrare le infrastrutture idriche e fognarie di C.P. all’interno del S.I.I. gestito da Abbanoa.

Provocatore per vocazione

In sostanza, la proposta formulata da Zorro è soltanto una provocazione fatta apposta per creare confusione. Piuttosto, potrebbe utilizzare meglio il suo tempo se volesse indagare ed aggiornarci sui veri motivi per i quali il Comune si rifiuta di acquisire i cespiti e quali siano gli interessi sottostanti. Sotto questo aspetto il quadro è abbastanza chiaro per chiunque voglia vedere i fatti con obiettività, senza pregiudizi. Non per Zorro, che invece fa finta di non vedere e continua a parlare di inciuci e di accordi sottobanco fra Comunità e Comune, negando l’evidenza del comportamento “eccentrico” di quest’ultimo. Infatti, il Comune, da un lato, si rifiuta di porre in essere atti cui è obbligato per legge e per convenzione e, dall’altro, prende contatti con EGAS e Abbanoa non per risolvere il problema del passaggio delle opere al S.I.I., come avrebbe dovuto (anche a fronte della diffida da parte della Comunità di voler cessare la gestione, di fatto, delle stesse), bensì al fine di sottoporre a tali enti la proposta presentata da Mela e Gravina per la realizzazione di uno stralcio funzionale del progetto di ampliamento della fognatura; ciò, peraltro, senza coinvolgere la Comunità, titolare di quel progetto, e nonostante la Comunità stessa abbia manifestato più volte la disponibilità a trovare una soluzione concordata di una vicenda comunque complessa.

Quel Comune, che egli ora vorrebbe persino dentro la Comunità per amministrare ciò che non gli appartiene. Ci chiediamo cosa provi il gruppo “Amici di Costa Paradiso”, sempre ostile a questa idea, nel leggere l’ennesima piroetta del loro (ex?) portavoce.

Tutto ciò è stato scritto nella informativa della Comunità di dicembre, che forse Zorro o non ha letto o ne rinnega il contenuto.

Quando una vita di insuccessi presenta il conto

La “sua” asserita proposta apre, perciò, un ulteriore squarcio sulla personalità di questo signore. Siamo evidentemente di fronte a un uomo che dalla vita si sarebbe aspettato ben altro, raccogliendo evidentemente poco o nulla, ivi compresa la non condivisione di ciò che fa o dice da parte dei suoi più stretti familiari. L’impressione che se ne ricava è quella di un soggetto che si costruisce da solo i trofei da conquistare, sale sul podio davanti a spalti vuoti e brandisce quei trofei in una sorta di delirio di auto-affermazione a tutti i costi.

Costa Paradiso teatro della sua personalità

Per questo ci si domanda quale interesse egli abbia e dove voglia andare a parare. Il dubbio è se abbiamo davanti un signore, la cui principale motivazione è quella di recitare il ruolo del personaggio antisistema, e dunque di richiamare l’attenzione di qualcuno per uscire dalla sua solitudine, ovvero uno che agisce, consapevolmente o inconsapevolmente, al servizio della “Reazione” (quella ovviamente di chi si sente danneggiato da questo C.d.A.), giusto per vendicarsi e, eventualmente, per trarne qualche profitto. Probabilmente sussistono entrambe le ipotesi.

In realtà, a Zorro Costa Paradiso non interessa più di tanto, ma è solo l’arena in cui esprimere la sua personalità complessa: è il luogo in cui egli ha trovato il modo di scaricare le sue frustrazioni da insoddisfatto perenne, accostandosi, di volta in volta a chi, non conoscendolo a sufficienza, gli ha fatto delle aperture di credito, salvo poi mollarlo non appena intuita la sua indole, che lo rende inaffidabile e che spiega il perché, ieri, si batteva per difendere Costa Paradiso da cemento selvaggio ed oggi issa la bandiera dei costruttori sopra la propria testa…

Zorro è dunque un caso umano, per il quale ci sarebbe da provare compassione e tolleranza, se ciò non fosse praticamente impossibile. Egli, infatti, contorcendo sistematicamente la realtà, fa affermazioni e trancia giudizi che oscillano tra il dileggio, la calunnia e la diffamazione, che è difficile ignorare e dimenticare. Ha persino criticato le mie parole in memoria di Ferdinando Buffoni, evidentemente invidiando un cordoglio che per lui, invece, probabilmente nessuno proverebbe. Perciò, la linea più saggia sembra essere quella di lasciarlo perdere e di non seguirlo nelle sue pantomime facendo finta che non esista!