• Ferdinando Mulas

IL TAR FISSA FINALMENTE LA DATA D’UDIENZA DEL RICORSO PROMOSSO DA ATCP ed altri


Il TAR della Sardegna, dopo quattro anni e sei mesi dalla presentazione, avvenuta il 19 dicembre 2012, ha fissato, al 26 aprile 2017, la data d’udienza per la definizione del ricorso con cui era stato impugnato il provvedimento 12 settembre 2012, prot. 8539, del Comune di Trinità d’Agultu, che aveva rigettato la richiesta di ATCP ed altri di acquisizione e gestione delle opere di urbanizzazione di Costa Paradiso, tra cui l’impianto fognario e di depurazione. Al ricorso principale avevano fatto seguito ben quattro ricorsi complementari di impugnazione con motivi aggiunti, riguardanti:

  • Il provvedimento della provincia Olbia-Tempio, che autorizzava in via provvisoria la Comunità allo scarico sul suolo delle acque reflue;

  • La deliberazione della Giunta Regionale della Sardegna (n. 35/9 del 2014), riguardante la valutazione di impatto ambientale del progetto di ampliamento della fognatura ;

  • Il provvedimento del 5 novembre 2014, prot. 10653, con cui il Comune diffidava la Comunità all’immediata attivazione degli atti esecutivi del progetto approvato e a fornire idonea documentazione sulla esistenza della provvista;

  • La deliberazione della Giunta Comunale di Trinità 21 gennaio 2015 n. 5, con cui, sul presupposto che “i lottizzanti (cioè i proprietari di C.P., che lottizzanti non sono) non avrebbero avviato la realizzazione dei lavori di ampliamento e manutenzione straordinaria delle strutture depurative e della rete fognaria esistente”, l’Amministrazione Comunale decideva di “sostituirsi in danno ai lottizzanti per l’intera procedura”…

Nel mese di settembre 2015, i proprietari di Costa Paradiso hanno ricevuto dalla Comunità richieste di pagamento della “quota di competenza relativa alle spese di ampliamento e completamento della rete fognaria, calcolata in base alla proprietà di ciascun destinatario. Nello stesso periodo (11 settembre 2015, prot. 9242), il Comune di Trinità richiedeva alla Comunità di comunicare improrogabilmente una serie di dati, tra cui l’elenco delle lettere inviate ai proprietari, la copia del crono programma dei lavori e delle attività connesse al progetto,la dimostrazione della avvenuta esecuzione dei lavori di manutenzione ordinaria e l’ammontare della disponibilità economica necessaria per dare avvio al primo lotto funzionale dei lavori in progetto.

Da questa breve ricostruzione della vicenda giudiziaria che vede in contrapposizione da un parte ATCP ed un piccolo gruppo di proprietari e, dall’altra, il Comune di Trinità d’Agultu, appare evidente il ruolo omissivo e pretenzioso del Comune, che non solo non ha adempiuto agli obblighi assunti nelle convenzioni di lottizzazione da esso sottoscritte, ma impone obblighi ed oneri non dovuti ai proprietari di Costa Paradiso. Il tutto con la connivenza e la complicità di una entità – la Comunità -mai costituita in modo formale, con un atto costitutivo che ne descrivesse lo scopo sociale ed i compiti. La Comunità, peraltro, anziché tutelare gli interessi dei proprietari, di cui si arrogava la rappresentanza, ha trovato la sua principale ragion d’essere come sostituto illegittimo del Comune nella gestione e manutenzione dei servizi urbanistici e, addirittura, nella realizzazione di opere di urbanizzazione primaria, come la fognatura.

Si dice che a Costa Paradiso ci siano troppi gruppi contrapposti, ognuno dei quali cerca di raggiungere il suo specifico interesse. In verità, questa rappresentazione qualunquistica non riflette esattamente la realtà di Costa Paradiso, che si caratterizza soprattutto per lo stato di confusione e di sostanziale illegalità in cui si trova il territorio, sotto diversi profili, quali:

  1. La gestione delle opere di urbanizzazione primaria, gestite senza alcun titolo giuridico dalla Comunità, quando essa spetta al Comune di Trinità;

  2. La gestione dei servizi urbanistici correlati alle opere stesse, ed in particolare del servizio idrico integrato (servizio idrico e servizio fognario), curata abusivamente dalla Comunità in luogo del gestore previsto per la Sardegna;

  3. La verifica delle volumetrie edificate per stabilire se è stato superato - come riteniamo - il tetto massimo fissato dal piano territoriale di lottizzazione;

  4. L’adeguamento del regolamento del territorio in funzione di una qualificazione giuridica definitiva idonea a soddisfare gli interessi dei Partecipanti.

La responsabilità principale di questo stato di cose è delle amministrazioni passate del Comune di Trinità, ma una grossa parte di responsabilità compete anche a quei proprietari che hanno interpretato e sostenuto il ruolo della Comunità, come terminale e sostituto del Comune, al solo scopo di favorire i loro interessi economici, non quelli generali dei proprietari.

La speranza di ATCP e del gruppo che ha sottoscritto il ricorso è che il TAR faccia chiarezza e ponga fine ad una situazione di assoluta incertezza e di precarietà.

In occasione della prossima assemblea del 18 marzo p.v. è , perciò, necessario che i proprietari scelgano bene da che parte stare: tra chi vuole avviare, per Costa Paradiso, un percorso di legalità, come ATCP ed altri gruppi, e chi invece vuole continuare a mantenere in vita il vecchio schema della Comunità come reggicoda e bancomat del Comune di Trinità.

Per questo, ATCP ha aderito alla proposta di un programma unitario, fatta da Stefano Angeli, finalizzato a portare il nostro comprensorio all’interno di una cornice di piena legalità, obiettivo che prescinde dalle opinioni o visioni diverse che ciascuno di noi può avere in merito alla gestione della Comunità. E’ l’obiettivo minimo, sul quale dovrebbero convergere tutti coloro che hanno a cuore gli interessi generali dei Partecipanti/proprietari e la salvaguardia di Costa Paradiso.

Questo importantissimo fatto di attualità serve a ricordare a tutti una volta di più, chi difende davvero con i fatti e non a parole gli interessi dei proprietari attraverso battaglie anche giudiziarie da oltre 25 anni. Per questo motivo invito tutti quanti a non lasciarsi ingannare dalle false sirene di questi mesi, a non disperdere i consensi e sostenerci convintamente in questa importantissima fase per Costa Paradiso votando assieme a noi in assemblea o facendoci pervenire la propria delega all’indirizzo delega@atcp.it.