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Suvvia! 300 firme "sfasciste"


GRANDISSIMO RISULTATO DELLE ADESIONI PER INDIRE L’ASSEMBLEA DEI PARTECIPANTI E RINNOVARE LA DIRIGENZA – MA PER L’ESTABLISHMENT AL POTERE & SUPPORTER L’INIZIATIVA SCATURISCE DA POCHI “CORVI” APPOSTATI SULLA “SCOGLIERA” IN ATTESA DI UNA “CAROGNA”

di Stefano Angeli & Giorgio Zorzi

Come osano? 300 firme per tenere entro giugno un’assemblea che si doveva fare ad agosto? Col pieno della gente e allestendo il teatrino per distribuire pacchi con ricchi premi e cotillons per dimenticare? Cos’è questa “modalità un po’ cafonesca”, di “pochi certo” , che però si accompagna ad una “speculazione di basso profilo e assai grossolana, priva di argomenti e di logicità , opportunistica e degna dell’informazione più rozza”, col supporto di una “campagna di informazione forse inefficace e sicuramente rancorosa in cui la rappresentazione dei fatti…si piega a presupposti indimostrati”?. Cosa si sono messi in testa ‘sti “corvi sulla scogliera”? Di “sentire odor di carogna”? E’ fuori di sé e non va per il sottile il presidente; ma tranquilli! Il suo è un vecchio trucco: il fuoco fatuo di una difesa disperata, tutta giocata all’attacco.

UN ROSPO TROPPO GROSSO. Difficile per i reduci della Comunità ingoiare il rospo. Declassando la performance del presidente del Cda 2012-2013 che per la prima volta era riuscito a mettersi contro tutte le sigle dei proprietari, che poi l’hanno destituito, il comandante odierno ce l’ha fatta a farsi sfiduciare, certo a fine mandato, però ancora in carica. E’ la prima volta che succede nella storia di C. Paradiso. Ed è un risultato tanto e forse più eclatante della cosiddetta svolta del 13 aprile 2013 nata, ora lo sappiamo, da una mera guerra intestina al gruppo di potere per la supremazia nel controllo del business. Stavolta, le 300 firme sono state raccolte non per una questione di supremazia, bensì di democrazia. Un moto di ribellione spontaneo, che ha unito tutti, proprio tutti, contro la gestione prevaricatrice del villaggio. Prevaricazione accentuatasi, per paradosso, dopo che il Cda era decaduto il 22 agosto 2015.

DOPO LA DECADENZA IL PEGGIO. Da allora è infatti successo il peggio del peggio: 1) i partecipanti assoggettati al pagamento della fognatura in omaggio all’assemblea del 28 maggio 2011, che ci ha caricato della realizzazione di un’opera che dovevamo solo programmare

2) il mancato trasferimento ad Abbanoa delle competenze sulla rete fognaria, la riproposizione della Comunità quale stazione appaltante e gestore della stessa senza averne i titoli

3) lo svolgimento di una gara d’appalto che assegna i lavori sul depuratore ad una scatola vuota, con successivo subappalto e intermediazione a spese nostre

4) la realizzazione di una validazione non necessaria e non dovuta, finita un anno e mezzo dopo la V.I.A. (12.09.2014) e sette mesi dopo la Conferenza dei servizi (18.06.2015), senza cambiare nulla del progetto

5) il ricorso a cavilli giuridici inconsistenti per mantenersi in vita, ed il rifiuto sia a svolgere l’assemblea ex art. 59 del Regolamento per reintegrare il Cda che quella elettiva degli organi dirigenti.

ARGOMENTI SPUNTATI E ARROGANTI. Capiamo, capiamo. Rendere conto del proprio operato è concessione che una struttura autoreferenziale fa obtorto collo. Esservi poi costretta da tanti più partecipanti di quanti hanno preso parte all’assemblea del 28.05.2011 non era previsto… è inaccettabile…è come essere stati cacciati in un angolo quando non si può decidere di “sopperire nell’animo le frombole e i dardi dell’oltraggiosa fortuna” ; anzi bisogna “prendere armi” contro il “mare di guai e, contrastandoli, por fine ad essi”, possedendo però frombole e dardi spuntati.

E’ così che nel tirare ugualmente il calcio al tavolo, il presidente tenta il tutto per tutto pur di rovesciarlo. Infatti, attacca: “Questa comunicazione e’ rimasta nel cassetto per dieci giorni…e’ stato infatti necessario, il giorno 6 aprile, provvedere alla nomina come nuovo direttore dei lavori (forse nella foga o preso dall’emozione si è dimenticato: “nella persona”) dell’ingegner Giovanni Antonetti, che ha accettato…”. Intanto, cari 300 firmaioli, beccatevi ‘sta nuova nomina!

Sì, ce la becchiamo: una in più, una in meno! Però ci scusi, mister president: svanzichen, quante? Meno o più di 20 mila? No, perché se sono meno di 20 mila, l’affidamento poteva essere diretto; se di più bisognava dare pubblicità, informare l’Ordine, confrontare l’offerta di almeno cinque tecnici. Il depuratore è cespite del Comune, che nel 2010 l’ha rivendicato indietro; è pubblico! Ergo, quelli sul depuratore sono lavori pubblici. Lo si è fatto? Oppure no, perché anche questo è stato “reclamato” da qualcuno? E da chi? … Omissis… Come, omissis? “Rileggendo integralmente le comunicazioni presenti sul sito a proposito di impianto fognario e depurativo”, lei non ha trovato “conferma” di averci sempre fornito “una comunicazione chiara coerente tempestiva”?

DIFESA SOLTANTO PENOSA. Suvvia, pazienza! E’ solo il primo pacco. Il 17 il “Banco di Mutuo soccorso” aveva in programma un summit in Comunità, di domenica, senza orecchie indiscrete. Bisognava rimettere insieme i cocci. Lavare i panni. Forse sentire il parere degli azzeccagarbugli di turno al fine di escogitare qualcosa da dire. Se davanti a trecento firme, non si usciva con qualcosina sarebbe stato l’“addio alle armi”; il rischio di finire dritti… in assemblea? In assemblea già in padella! Chi l’avrebbe mai detto solo due mesi fa! Ecco perché la comunicazione è rimasta nel cassetto per 10 giorni. E adesso, che si è deciso cosa dire, beccate anche questo, corvi animati “non solo da volontà di polemiche ma da manifesta ignoranza dei fatti”. Che fa, presidente: si contraddice? Non aveva trovato “conferma” di averci informati con una “comunicazione chiara coerente tempestiva”? Penoso, ma udite questa sua ricostruzione:

-“Nel gennaio 2015 il Comune afferma di voler gestire direttamente l’impianto. Sembra un’ottima idea, soprattutto se fosse autonoma rispetto all’azione in danno, che è inaccettabile. Nel corso dell’anno abbiamo indirizzato molti solleciti e moniti… invano”

-“Dopo 6 mesi di silenzio… i vertici (di Abbanoa, ndr) condividono con apparente convinzione l’idea che il coinvolgimento (della società) sarebbe la strada maestra e si impegnano a recarsi a CP nel giro di pochi giorni…per valutare le procedure. Mai visti. Prevengo l’obiezione che gli amministratori di CP avrebbero dovuto muoversi sul piano legale…”

-“Costa Paradiso affronta la stagione estiva (2015) senza il rinnovo dell’autorizzazione provvisoria . La resistenza della Provincia si protrae anche di fronte all’adempimento preteso …della richiesta ai partecipanti di una prima rata…per la realizzazione della fognatura. Una richiesta contenuta anche in considerazione del fatto che il ridimensionamento dell’impianto, reso possibile da un aggiornamento dei calcoli riferiti non più a 16000 abitanti equivalenti ma a 10700 ( così come indicato anche nella delibera della Giunta comunale ), consentirà un importante risparmio” (sic!)

-“…il 31 dicembre 2015 giunge …l’autorizzazione provvisoria allo scarico. L’ingegner Cassitta (validante, ndr) viene nominato direttore dei lavori (sul depuratore)… Non ha attinenza …ma aggiungiamo che il 28 gennaio giungono le dimissioni dall’incarico dell’ingegner Attilio Savi (alla faccia della tempestività! ndr). Pochi giorni più tardi vengono riconfermati dall’ingegner Cassitta i punti di mancata coerenza del progetto”.

LE RESPONSABILITA’DEL BANCO DI MUTUO SOCCORSO. Ora sentite noi , cari partecipanti. Becchiamoci dal presidente pure la gratificazione di non avere abbastanza “onestà intellettuale”, oltre ad essere corvi e, come vedremo, “sfascisti”. Cosa volete: l’insulto per lui è un intercalare di cui forse non s’accorge. Però pirla no! Non ci stiamo, anzi chiediamo:

a) l’azione in danno (nostro) era inaccettabile se la faceva il Comune e invece accettabile se la faceva la Comunità, chiedendoci l’anticipo del 20% dietro minaccia di inagibilità della casa e di chiusura del villaggio? Oppure era inaccettabile perché la Comunità voleva mantenere, in ossequio all’assemblea del 28.05.2011, il comando delle operazioni per gestirle e non pregiudicare gli introiti e la prospettiva propugnata dal Cda?

b) Abbanoa non si è presentata in C. Paradiso per tirare uno sgarro al Cda, oppure perché sgradita all’establishment che fa capo alla Comunità, e perché il Comune (che pure dal 2010 l’invita a prendersi l’impianto) non si è imposto ad una sua azienda (Abbanoa, appunto) con la necessaria autorevolezza?

c) se esito significa “risultato, riuscita”, quali sarebbero i risultati della validazione? Quell’”aggiornamento dei calcoli riferiti non più a 16000 abitanti equivalenti ma a 10700 (così come indicato anche nella delibera della Giunta comunale)”? Ma ci si faccia un piacere, ci si faccia! Chi si vuole prendere in giro? I presunti esiti della validazione, così come la “delibera della Giunta Comunale” sono un’indicazione, solo e nient’altro che un’indicazione con nessun effetto pratico. Per non avere i 16 mila abeq. si deve: 1) non realizzare il progetto-legge; 2)tornare in Conferenza dei servizi per modificarlo; 3) fingere di rispettare quanto progettato dall’ing. Savi, che è legge, e realizzare in via surrettizia le indicazioni della validazione e quelle della Giunta comunale. Noi siamo per i 10,7 mila abeq., non realizzati fuorilegge. Anche se ci rendiamo conto che, oggi come oggi, i 10,7 mila abeq sono un miraggio. E, con ogni probabilità, sarebbe più saggio concentrare le forze per ottenere il ridimensionamento possibile.

CONTROPROVA DELLA VERITA’NEGATA. In ogni caso si risponda a questi semplici quesiti: – La V.I.A. e la Conferenza dei servizi, quale fognatura hanno approvato? Da 10,7 mila o da 16 mila abitanti equivalenti?

– Il progetto da 16 mila abeq. è stato un’invenzione dell’ing. Savi, oppure, l’ing. Savi ha rispettato precisi parametri regionali vigenti da una ventina d’anni o giù di lì, quindi risaputi da tutti?

– Il progetto definitivo spacciato dal Comune per esecutivo, approvato dalla Comunità e dallo stesso Comune nel 2011, divenuto legge nel 2014, è per 10,7 o per 16 mila abeq.?

– E la validazione costataci 75 mila Euro (oppure 88), i supposti calcoli e le indicazioni della Giunta, quali modifiche hanno apportato alla legge 35/09 del 12.09.2014, confermata il 18 giugno 2015?

SMETTIAMOLA DI BLUFFARE. Egregio presidente, smettiamola di bluffare poiché non stiamo giocando al Poker. La gente ormai sa come stanno le cose: per questo hanno firmato in tanti. Perciò quando allude ad una campagna di disinformazione fondata su “presupposti indimostrati e spesso manifestamente sbagliati” , condita per ciò che concerne il depuratore da “improbabili motivazioni di carattere tecnico e persino giuridico”, la sensazione (spiacevole) è che lei menta innanzitutto a se stesso. Purtroppo i “presupposti” sono comprovati non già da chi li ha determinati, i quali negherebbero anche sotto tortura, bensì da una realtà visibile anche ad un cieco; e le “improbabili motivazioni” risiedono nella constatazione che non ci sono titoli (e non solo i titoli) per pretendere di gestire una rete idrica integrata. Ci creda: non le conviene insistere.

LA FONDATEZZA DI EVENTUALI DIMISSIONI. Noi le riconosciamo di avere ricoperto un ruolo di garanzia per il Comune (o parte di esso) con lealtà e coerenza. Sicché il suo operato non poteva, non doveva, (forse) non voleva essere strettamente dalla parte degli amministrati. Magari dalla parte del villaggio sì; o, meglio, di una certa visione del villaggio che, niente di personale, non corrisponde alla nostra. Né le giova mostrare sorpresa, a fronte di quanto sinora esposto, se c’è chi si oppone a che nuove autorizzazioni in deroga vengano a prolungare lo stato di immersione del villaggio nella palude in cui annaspa da 50 anni. Grazie al conflitto d’interesse e agli inciuci. Se la proroga venisse negata, riconosciamo fondata la sua considerazione che, “dopo i 20 mesi già trascorsi in questa condizione con personale assunzione di rischio”, le diverrebbe” impossibile non trarne le conclusioni” . Ma non “sarebbe un successo per gli sfascisti”. I quasi 300 che hanno firmato non si ritengono tali. Semmai, sfascisti sono quanti hanno preferito sin qui cullarsi sulle proroghe ricoprendo ruoli in cui invece avevano il dovere di apportare soluzioni stabili e definitive. E chi si è opposto a che si trovassero.

Di Stefano Angeli & Giorgio Zorzi