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  • Ferdinando Mulas

Al voto con coraggio e senza pregiudizi


La scadenza naturale del mandato dell’attuale C.d.A. è fissato per la prossima primavera insomma meno di un anno. Probabilmente si arriverà a scadenza naturale, perché in alcuni consiglieri superstiti è forte l’idea che mollare prima sarebbe una resa evidente al fallimento. Il tentativo di questo C.d.A è, perciò, quello di continuare a guidare una barca che ha ereditato bucata, e che condurrà in porto semi sommersa, e pazienza se su quella barca ci siamo tutti noi. Tante erano le aspettative riposte in questo C.d.A., cui in partenza anche ATCP aveva aderito, salvo dopo pochi mesi constatare che le possibilità effettive di cambiamento nel metodo di gestione della Comunità e nell'approccio per affrontare le questioni irrisolte di Costa Paradiso (qualificazione giuridica della Comunità, verifica delle convenzioni di lottizzazione, ruolo del Comune di Trinità) erano, di fatto, nulle.

Ci si attendeva tanto, perché tante erano le promesse fatte. Probabilmente in partenza, nell’aprile 2013, le intenzioni erano buone, si voleva davvero dare una svolta rispetto al passato e ai problemi ereditati. Purtroppo, la maggioranza del C.d.A. era più vocata alla conservazione che al cambiamento. Ma non solo questo. Si è rivelata anche incapace sul piano strettamente gestionale e del tutto intollerante alle critiche. Il risultato è stato impietoso. Una sequenza di errori, di reazioni scomposte e di manipolazioni della realtà. Insomma tanta chiacchiera e poca, pochissima, sostanza.

Il passato non si cancella con le parole

I consiglieri attuali potranno pure continuare a gridare contro tutta l’opposizione, ma non potranno negare di aver:

  • Presentato un bilancio sbagliato con l'inevitabile aggravio di costi a carico dei Partecipanti;

  • Confermato e difeso il progetto (sbagliato) della fognatura presentato dal precedente C.d.A.;

  • Operato in assenza di trasparenza;

  • Omesso di esercitare i necessari controlli che ha portato ad un ammanco di 55.000€. soldi nostri!

  • Operato l’aumento delle quote del 12% in periodo di crisi decretando un ulteriore deprezzamento degli immobili;

  • Causato le numerose dimissioni verificatesi in seno al C.d.A.;

  • Determinato lo slaccio dell'acqua da parte di Abbanoa;

  • Rifiutato le richieste di dialogo arrivate da più parti;

  • Consentito l’utilizzo improprio e di parte del sito della Comunità che tutti pagano.

Un elenco tristemente lungo di situazioni oggettive che, volenti o nolenti, non si possono disconoscere. La presa d’atto di un triennio senza gloria da consegnare all’oblio non arriva solo da ATCP. Anche da altre parti si afferma a chiare lettere che è meglio un nuovo CdA all’immobilismo attuale. Per questi ed altri motivi è impossibile per me sostenere ancora queste persone alle prossime elezioni. Per tre anni abbiamo assistito ad un piccolo teatrino della politica in cui il “governo” sostanzialmente inoperoso, si reggeva in piedi con l’unico scopo di non consegnare il potere agli altri. Già gli altri. Ogni volta la difesa di questi signori è sempre stata la stessa “non vorrete mica che tornino gli altri”.

Ma chi sono davvero “gli altri”?

Gli altri, sarebbero i così detti imprenditori locali, che per circa 20 anni hanno amministrato Costa Paradiso. Anche in questo caso le critiche sono tante, ma non dimentichiamo che il presidente di questi signori, era sempre lui, quel presidente che oggi vorrebbe rinnegare il suo passato, Piergianni Addis. Non è una critica alla persona, ma una costatazione. Con questo esempio voglio solo far capire che nulla è cambiato col passato, nella sostanza così come nelle persone. Per questo motivo penso che le speranze di cambiamento si debbano fondare su un cambio radicale, coraggioso, che coinvolga persone, stile, impostazione, mentalità, approccio, tutto insomma.

Un cambiamento senza pregiudizi

Un cambiamento vero. Cambiare punti di vista, stella polare. Orientarsi alla modernità, alla gestione efficiente e oculata del denaro, alla trasparenza, rimettere insomma Costa Paradiso al centro del progetto, e non più gente interessata solo al potere. Chiamare a raccolta le persone davvero al servizio del territorio, e per questo chiamate a farlo per un tempo limitato, 1, al massimo 2 mandati, non più 20 o 30 anni. Non più presidenti con lo stesso cognome tramandati di padre in figlio.

Le proposte

  1. Immediato taglio di tutte le spese inutili. Un punto fondamentale, che ho voluto trattare per primo perché per me riveste grande importanza. Non si può gridare al rilancio del territorio se prima non si eliminano le spese improprie. Il valore del nostro immobile è inversamente proporzionale al denaro necessario per il suo mantenimento. Abbassiamo le spese, e ridiamo valore all’intero territorio. Puntare dritto al massimo risparmio, per arrivare concretamente, gradualmente ma inesorabilmente al taglio delle quote per tutti. Una virata di 180° rispetto alle azioni intraprese dal C.d.A. attuale.

  1. Aprire un tavolo di confronto aperto a tutti i soggetti economici e sociali di Costa Paradiso, senza pregiudizi, affinché si possa individuare una nuova forma giuridica della Comunità. Io ho personalmente sposato l’idea di ATCP del Condominio orizzontale, che dà le garanzie di una disciplina giuridica certa e completa e, nel contempo, può assicurare la semplicità amministrativa, la trasparenza e l’efficienza economica. Ho presentato le motivazioni di questa scelta nel Capitolo 2, senza voler enunciare verità assolute, ma facendo un semplice confronto con la situazione attuale sotto tutti i punti di vista. Le riforme però non si fanno a colpi di mano. Anche le idee più giuste, se non condivise, non si realizzano. Tuttavia, occorre anche la disponibilità delle persone che hanno a cuore Costa Paradiso su questo fronte. Non più posizioni contrarie precostituite, ma controproposte. Tutti dobbiamo fare un passo indietro e accettare di parlarci, di confrontarci per far emergere il minimo comune denominatore. Un anno, è il tempo necessario per discutere e trovare la soluzione migliore da sottoporre poi al voto SOVRANO dell’assemblea dei partecipanti chiamati a votare una svolta non più procrastinabile per il territorio.

  1. Apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni, in particolare col Comune di Trinità, affinché si tracci una road map che possa portare al passaggio dell’impianto di depurazione, dell’acquedotto, della rete idrica e stradale, sotto il controllo dell’ente pubblico. Ricordo che con la cessione della rete idrica ad Abbanoa, ognuno di noi avrebbe il proprio contratto di pubblica fornitura e a rischiare lo slaccio sarebbe il singolo proprietario inadempiente e non tutti come è avvenuto il 7 luglio 2015. La Comunità cessando di erogare questi servizi, azzererà le spese su queste voci, comportando una sostanziosa diminuzione delle quote per tutti.

  1. Apertura di un tavolo di trattativa con Abbanoa, finalizzato al raggiungimento di un accordo per il debito accumulato. La via migliore sarebbe di concordare la sospensione del pagamento delle quote fisse in attesa della pronuncia in via definitiva dei tribunali, e trovare una soluzione sostenibile per l’azzeramento del debito sui consumi (circa 500.000€). Un accordo che possa mettere in sicurezza l’intero territorio da nuovi slacci.

  1. Cambio radicale nella trasparenza. Deve essere messo in piedi in pochi mesi un sistema in grado di fornire periodicamente attraverso il sito della Comunità, tutti i principali indicatori economici, nonché tutti i documenti di spesa. La Comunità è di tutti, e tutti hanno diritto di sapere come vengono impiegati i loro soldi.

  1. Morosità: È preciso mandato del CdA la riscossione delle quote, e questo impegno non va mai tradito. Trovare le soluzioni migliori, uguali per tutti, per il rientro dei debiti pregressi con i singoli debitori, e attivarsi in modo risoluto affinché non si creino più situazioni debitorie in futuro.

Sei semplici ma fondamentali punti che a mio avviso devono essere perseguiti insieme per riconsegnare ai partecipanti una nuova Comunità, più snella, più efficiente, più trasparente, senza le ombre del passato e senza le persone che l’hanno contraddistinta. Proposte che non solo non escludono nessuno, ma anzi, richiamano all’unità per il bene comune. Basta con le divisioni fantozziane tra proprietari ed imprenditori. È interesse di tutti ridare valore al nostro investimento dentro Costa Paradiso, sia esso immobiliare sia esso imprenditoriale.

Presenterò queste mie idee in assemblea il 10 agosto, sperando che possano essere utili per una serena discussione finalizzata alla individuazione della linea ufficiale di ATCP alle prossime elezioni.

Stefano Angeli

Membro del Consiglio Direttivo di ATCP

stefano.angeli@atcp.it


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