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torna la macchina del fango?


Ieri mattina un brivido ha percorso le nostre schiene, quello del ritorno della macchina del fango ad opera del CdA, che ritiene di poter utilizzare il sito web della Comunità, che tutti pagano, per screditare e denigrare una parte consistente di proprietari come gli associati ATCP. Uno scenario inaccettabile, cui abbiamo già assistito l’anno scorso, fino a quando, a causa di molte proteste provenienti da più parti, la sistematica pubblicazione di note “anonime” e ingiuriose è stata sospesa.

Allora, noi di ATCP avevamo fatto presente come il sito della Comunità non fosse di proprietà di una frangia di proprietari, ma di tutti, perché siamo tutti a pagarlo. Un sito che il CdA ha il dovere di usare in modo oculato, avendo sempre di mira l’esclusivo interesse di TUTTI i partecipanti.

Sembrava una storia ormai passata; invece ieri mattina abbiamo trovato pubblicato sul sito della Comunità non le bollette di Abbanoa, non i bonifici, non documenti utili a fare chiarezza su questioni di pubblico interesse e di PRIMARIA importanza, ma due lettere private, che – possiamo dirlo con un po’ di ironia - “sicuramente” i proprietari aspettavano con ansia, perché utili a risolvere i loro problemi.

Questo episodio basterebbe a dimostrare come i signori del CdA concentrino la loro attenzione su questioni che nulla hanno a che vedere con l’interesse collettivo. In un momento in cui tutti attendiamo spiegazioni e documenti utili a fare chiarezza sulla vicenda Abbanoa, nella testa dei consiglieri le priorità sono altre, come dimostrano le loro azioni, ossia quella di rispondere in modo inconsulto e spesso offensivo alle legittime critiche che ad essi vengono mosse.

Ma passiamo in rassegna le due missive. Nella prima mail, il Prof. Neri Accornero si rivolgeva direttamente a Ferdinando Mulas, mettendo in “Copia Conoscenza” alcuni consiglieri ed altri partecipanti, per esprimere le sue riflessioni, sicuramente critiche, ma non ingiuriose circa l’atteggiamento assunto da ATCP verso il CdA in merito alla questione dello slaccio dell’acqua a Costa Paradiso da parte di Abbanoa. Mail, a cui Mulas ha dato una pronta risposta, indirizzandola sia al mittente che ai destinatari posti in conoscenza. Risposta che, tuttavia, non è stata pubblicata contestualmente, perché, evidentemente, l’interesse non era quello di informare, ma di denigrare.

L’altra missiva, invece, ha una origine ben più squallida. È una mail che il signor Mario Streri ha inviato al consigliere Guiducci esprimendo una serie di calunnie, ingiurie ed affermazioni infamanti verso ATCP e il suo Presidente. Streri, alla fine del suo eloquio, autorizzava il destinatario a diffonderne il contenuto, forse senza rendersi conto (?) che esso integrava gli elementi del reato di diffamazione. La gravità di tale affermazioni sono state constatate anche dal Presidente Addis quando questa mattina sul sito della Comunità ne spiegava la censura:“Purtroppo la seconda parte della lettera è stata sottovalutata ed invece recava sospetti su un ex componente del Consiglio d’Amministrazione ovviamente se avessimo letto con attenzione ci saremmo accorti del carattere dileggiatorio di alcune frasi, appena ci è stato segnalato ancor prima di leggere abbiamo cancellato tutti i contenuti” –sito Comunità di Costa Paradiso.

La mail, solo apparentemente privata, (come del resto quella di Accornero), è stata pubblicata il giorno 13 luglio u.s. sul sito della Comunità. Il Consiglio Direttivo di ATCP ha inviato subito una missiva al titolare dell’articolo chiedendone l’immediata rimozione per non incorrere nella querela. Pensavamo che il buon senso avrebbe prevalso; invece nel pomeriggio la Comunità ha inviato una newsletter ai Partecipanti con l’invito a leggere queste “interessanti” missive.

Ecco come i signori del CdA impiegano gli strumenti comunitari di comunicazione e di informazione, che ad essi non appartengono, per perseguire obiettivi e finalità di natura personale, come quella di denigrare ATCP “complice” di aver diffuso la notizia dello slaccio dell’acqua, che altrimenti sarebbe rimasta ignota ai più.

Il presidente Addis, contattato da ATCP per avere spiegazioni di una iniziativa del tutto scorretta, è apparso a disagio, mostrando di non esserne a conoscenza. Eppure, sappiamo per certo che il presidente, quale responsabile del sito, ha riservato a sé il potere di autorizzare qualsiasi pubblicazione. E allora, delle due l’una: o il presidente non è in grado di far valere la sua prerogativa, oppure qualcuno ritiene di poter fare a meno del suo nulla osta, agendo per suo conto. Dallo stupore che abbiamo colto in lui riteniamo che la seconda ipotesi sia quella corretta. E in effetti subito dopo la telefonata le due missive incriminate sono sparite dal sito della Comunità.

Ma allora chi è stato il responsabile ? Sembrerebbe che l’ordine al tecnico (Sig. Manca) di spedire la newsletter, sia stato impartito dal consigliere cui era indirizzata le lettera di Streri, e, addirittura, da un membro del CdR. E questa è una cosa molto grave, perchè rappresenta una ulteriore conferma che il CdR è tutt’altro che il rappresentante degli interessi di tutti i Partecipanti e il garante della trasparenza e del corretto utilizzo degli strumenti della Comunità. L’avevamo già denunciato in altra occasione che il CdR tende a svolgere non il ruolo del controllore dell’azione del CdA, bensì quello – partigiano – di sostegno al CdA.

Sarebbe opportuno e necessario che il presidente faccia chiarezza su questi aspetti poco lineari del funzionamento degli organi di rappresentanza della Comunità. Nel contempo ATCP non può esimersi, dopo che la lettera ingiuriosa e diffamatoria di Streri, ha avuto ampia diffusione, attraverso la newsletter, dallo sporgere querela sia contro l’autore, sia contro il legale rappresentante della Comunità, anche se in questo caso non sembra essere il responsabile diretto della pubblicazione e diffusione della lettera stessa.

Il Consiglio Direttivo di ATCP