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Un commento alla perizia contabile sull’ammanco di cassa


Ho preso visione della perizia redatta il 01.12.2014 dal Commercialista Dott. Alessandro Gamba, di Tempio, relativa all’esame di contabilità di cassa delle gestioni fognatura e generale di C.P. affidate ad una dipendente della Comunità. La perizia ha confermato quanto, già per altra via, si era venuto a sapere: ci sono differenze notevoli tra la consistenza fisica e i saldi contabili delle due gestioni che danno luogo per sommatoria ad un ammanco di euro 55.093,69. Nella ricostruzione dei vari passaggi, la perizia mette in evidenza che si tratta (chi è del mestiere lo capisce subito) di un ammanco non casuale, legato probabilmente alla convinzione che potesse passare inosservato. Stando così le cose, una riflessione è d’obbligo.

Intanto, appare singolare che, per una semplice verifica di cassa si sia voluto scomodare un professionista del settore, a cui va dato, comunque, atto di aver svolto l’incarico in modo diligente e accurato. Non poteva essere diversamente. Però, senza offesa, il tipo di analisi poteva essere svolto da un ragioniere appena diplomato. Tant’è. Ma, l’aspetto più sconcertante di questa squallida vicenda è dato dal ruolo ricoperto dal tesoriere e dall’assoluta mancanza di controlli, che, nel caso di specie, sono elementari e semplici da svolgere. Qui, invece, abbiamo un tesoriere che i controlli non li fa o, peggio ancora, non è in grado di farli. E’ costretto rivolgersi ad un consulente esterno. Di più : evidentemente in una sorta di confusione generale (famiglia-Comunità) chiede soccorso (così riferisce il Dott. Pittalis ) alla moglie, ex dipendente Rai, perché l’aiuti a capirci qualcosa. Ma da chi è amministrata C.P. ?

Oltretutto, è incredibile che si paghino 800.000 euro l’anno di stipendi e salari , più prebende varie per gli amministratori, e non si è in grado di redigere (come si è dimostrato ) un bilancio in modo corretto e trasparente e di predisporre un sistema di verifiche e controlli efficiente che consenta di evitare a monte errori e possibilmente impedire infedeltà. Probabilmente, qui non si tratta solo di negligenza. Si tratta di manifesta incapacità gestionale, della mancanza di conoscenza delle più elementari regole di amministrazione. L’abbiamo già detto :l’impressione è di essere in presenza di dilettanti allo sbaraglio a cui sommessamente rivolgiamo la richiesta , nell’interesse di tutti e anche di loro stessi, di passare la mano quantomeno per un problema di decenza. Non devono offendersi. Nelle loro attività correnti sono certamente bravi, professionalmente capaci. Ma si sono imbarcati in una avventura dai risvolti imprevedibili che potrebbe finire anche con un’azione di responsabilità.

Un’ultima considerazione. Anche il perito ha evidenziato l’incongruenza giuridica in cui versa C.P. Avrà cercato atti costitutivi, statuti, ecc. e non trovandoli ha concluso che la Comunità è un “ ente “,di che natura non si sa ( morale, assistenziale, ecc, ) per la gestione di un territorio. Come dire che non è nulla altro che una finzione. Il problema, allora, è di sapere chi siamo (come Comunità) e cosa vogliamo essere !