• Fortebraccio (nom de plume)

I nuovi cultori della legalità


Riceviamo e pubblichiamo, sebbene da noi condiviso solo in parte, il seguente articolo trasmesso da un partecipante con nome fittizio.

 

Cari lettori,

dopo una cena pantagruelica e ancora inebriati dai fumi dell’alcool abbiamo dato retta a un vecchio amico che ci rammentava il periodo di un’infanzia lontana e spensierata, nella quale le principali occupazioni erano il trastullo e magari l’imitazione delle gesta di qualcuno di quegli eroi che leggevamo nei fumetti. E così, sull'onda dell’entusiasmo, dopo tanto tempo, ritornati bambini, abbiamo acceso un pc e digitato, su un motore di ricerca, la parola Zorro.

Indovinate un po’ cosa ci è capitato sotto gli occhi? Abbandonati gli iniziali propositi ci siamo addentrati nella lettura …. Vi garantiamo amici: c’è da sganasciarsi dalle risate! Provare per credere. Vi racconto cosa abbiamo visto.

Si tratta di un blog, il cui titolare è il cavaliere mascherato, alias Zorro, uno dalla penna fine, maestro di retorica, fuoriclasse del salto della quaglia.

Ma il bello deve ancora venire: il nostro cavaliere ospita i commenti di due cultori del diritto, uno avvocato – che ha veramente i titoli – e un altro auto-proclamatosi sapiente, che viene invocato, quale maestro indiscusso, dal cavaliere mascherato (noi per rispetto, consci delle nostre umane debolezze, lo venereremo chiamandolo “Vate”).

Ebbene, con pochi sussurri e molte grida, il novello trio Lescano si è investito di una missione messianica: realizzare in terra il programma di Vate portando il territorio di Costa Paradiso, governato da una banda di truci usurpatori, in una situazione di legalità amministrativa. Diffonderemo, amici lettori, il messaggio del trio (nella speranza di poter fare un efficace proselitismo) dividendo gli argomenti in tre parti.

Parte I – Gli usurpatori. Assistiamo alle magnifiche gesta dei discepoli dell’avvocato Nunzio Perri, ideologo e consigliere giuridico degli “Amici di Costa Paradiso” e del blog “SecondoZorro”, Franco Sotgiu e Alberto Addis, esponenti dell’Unione Proprietari, con Giorgio Zorzi a rimorchio, che hanno proposto istanza di avvio del procedimento di mediazione civile, col dichiarato proposito, ove la mediazione non andasse a buon fine, di proporre impugnazione contro la delibera dell’assemblea del 18 marzo 2017 che ha proclamato eletti i componenti della lista N. 1. La stessa lista che ha ottenuto quasi il 70% del consenso dei presenti, ma che per i ricorrenti è, evidentemente, un dettaglio trascurabile. Lo è, sicuramente, per Amici di Costa Paradiso che hanno raccolto 71 voti; un po’ pochini per chi sostiene di avere sempre ragione. Lo stesso gruppo, che, tramite lo speaker Zorro, considera ben spesi i 50€ a loro devoluti - quelli, sì, a fondo perduto – da alcuni volontari per pagare i loro avvocati in un improbabile ricorso contro Abbanoa, mentre considera un ricatto l’anticipo dei 100€ richiesti dal C.d.A, che a fondo perduto non è. Ma si tratta sempre di dettagli! Dunque per i luminari di Costa Paradiso bisogna rispettare il regolamento, annullando la proclamazione degli eletti ed andando a nuove elezioni.

Dopo due assemblee andate a vuoto, annullare l’esito della terza costituisce la cura migliore per: • sistemare la disastrosa situazione finanziaria in cui versa la Comunità; • poter ripristinare la fornitura dell’acqua da parte di Abbanoa; • abbattere la morosità assurta a livelli incompatibili con una gestione appena normale; • facilitare il passaggio delle opere di urbanizzazione ed i relativi servizi urbanistici al Comune o agli enti specificamente preposti. • ridurre le spese complessive di gestione della Comunità.

Ma per l’avvocato Perri la legge è legge e bisogna farla rispettare. Per lui, così amante di citazioni latine, dura lex, sed lex! A questo principio si sono subito aggrappati i signori dell’Unione Proprietari, che, durante la loro gestione, hanno fatto di tutto fuorché attenersi rigorosamente al rispetto di quel principio. Non è vero, avvocato Perri? Ha già dimenticato la questione dell’art. 59? Senza andare troppo indietro nel tempo, gli ultimi atti della passata gestione hanno rappresentato un significativo esempio di come il presidente uscente, espresso dall’Unione Proprietari, concepisse il rispetto delle regole. E infatti ha siglato una transazione con la società SEI (Gravina), pur essendo sprovvisto del relativo potere, concedendogli un sostanzioso sconto (tanto non paga lui…), e, pur essendo formalmente morosa, la ha ammessa al voto. Non ci vuole molto per capirne il motivo: la SEI avrebbe portato in dote alla sua lista un discreto numero di voti per le cariche (119). E ancora, il 15 marzo 2017, proprio alla vigilia dell’assemblea, ha dichiarato allacciabili alla rete fognaria due lotti C74 e C58 privi di quel requisito, consentendo, di fatto, con la sua certificazione non corrispondente al vero,la realizzazione abusiva di un tratto di rete fognaria. Quanto al primo atto, è evidente che esso rappresenta un presupposto che vizia all’origine il quorum dei partecipanti presenti all’assemblea, che da 5978,25 decimillesimi sarebbe sceso a 5859,25 decimillesimi senza la partecipazione illegittima della S.E.I. Il che avrebbe consentito il raggiungimento della maggioranza anche per l’elezione del C.d.R. Ma su questo aspetto, sia l’avvocato Perri che Zorro, così attenti al rispetto delle regole, non hanno detto una sola parola Ma non solo. La normativa invocata sulle maggioranze è sostanzialmente quella applicata nel condominio. Da sempre sul fronte contrario a qualificare la Comunità come condominio, i signori Perri e Zorzi, in questa occasione ne invocano la disciplina. E già, dura lex, sed lex; pro domo sua, noi aggiungiamo, proseguendo col latinorum caro a Perri. Sennonché, il Regolamento della Comunità non prevede maggioranze assolute o qualificate per l'elezione delle cariche, come fa l'art. 1136 c.c. in materia condominiale; a differenza dell'art. 1136 c.c. in tema di condominio, il nostro regolamento per l'elezione delle cariche non accorda alcun privilegio al criterio del valore delle quote, anzi qualcuno tra gli odierni ricorrenti fino a ieri sosteneva l'esatto contrario (vedi Zorro e Nunzio Perri). Comunque signori non c’è da preoccuparsi; apprendiamo sempre dal blog che l’iniziativa giudiziaria avviata dai nostri altro non sarebbe che il frutto “della noia di un pensionato”; così almeno avrebbe riferito al Presidente del C.d.A., lo scaduto e sfiduciato presidente del C.d.R., legato da uno stretto vincolo di parentela ad uno dei ricorrenti. Fantastico!

Parte II. I cementificatori. Due giorni dopo l’usurpazione (18 marzo 2017) il cavaliere mascherato ode il rombo fragoroso di ruspe e macchine scavatrici: eccoli qua gli usurpatori all’opera; non si sono ancora insediati, ma già stanno sventrando il territorio, facendo scempio del progetto Savi, gettando colate di cemento. Ma, Zorro c’è e vigila per tutti. Salvo chiudere gli occhi su qualche piccolo dettaglio che vi riportiamo. Il 15 marzo 2017, proprio alla vigilia dell’assemblea, il conducator Piergianni Addis, sostituendosi all’Autorità comunale preposta (ipse dixit, in un altro mirabile esempio di retorica sofistica apparso di soppiatto sul sito ufficiale della comunità) ha dichiarato allacciabili alla rete fognaria due lotti C 74 e C 58 privi di quel requisito, consentendo, di fatto, la realizzazione di un tratto di rete fognaria difforme dallo strumento urbanistico di riferimento (in questo caso, la tabella allegata al verbale di collaudo della rete fognaria esistente, ma anche a quella disegnata nel progetto Savi). Ancora oggi non è dato sapere se i lavori fossero stati o meno autorizzati dall’Autorità preposta (parrebbe che esistano solo concessioni per la realizzazione di piscine) … ma tutto questo sarà oggetto di opportune verifiche tuttora in corso. Il fatto è che i lavori iniziati il 18 marzo sono stati chiusi in tre giorni, prima ancora che il C.d.A. potesse averne notizia. Ma niente, Zorro – in novella luna di miele con il deposto conducator - è inflessibile: la colpa è del nuovo C.d.A. Prendiamo atto.

Parte III. Il vangelo secondo Bloise. Ma il bello signori deve ancora venire. La figura certamente più radiosa dell’allegra brigata è il “Vate”, alias dott. Angelo Bloise, un tipo segaligno e arguto, che ricordiamo trattare posti in C.d.A. all’assemblea del 18 marzo, come nel suk della martoriata Aleppo. Teorizza il Vate l’illegittimità della gestione del SII integrato, individuando con puntiglio spigoloso e con torrentizi richiami giurisprudenziali (a quanto ci dicono solitamente inconferenti), svariate fattispecie di reato commesse dal gestore comunitario. È evidente che l’opera di sistemazione del verbo del Vate richiederà secoli di studio ed applicazione da parte di generazioni di teologi. Quello che noi, poveri mortali, siamo riusciti a capire è che la via della salvezza passa per “la consegna delle chiavi del depuratore al Comune” con una semplice raccomandata.

A noi, francamente, senza voler essere blasfemi, pare un’idea da allegro chirurgo; peccato che Costa Paradiso non sia un simpatico gioco da tavola, e che non bastino solo una pinza e mano ferma per fare un trapianto di cuore, ma servano medici esperti. Medici esperti, come Yos Zorzi, a cui questo C.d.A. si è rivolto. E che probabilmente verrebbe colto da un colpo al cuore leggendo soluzioni tanto strampalate.

Come spesso avviene nelle sette religiose tuttavia, i discepoli del Messia sono spesso più oltranzisti dello stesso Maestro. Con disarmante sconcerto leggiamo, infatti, l’ultima perla del cavaliere mascherato dal titolo: “La politica dell’impotenza”. I nuovi cultori della legalità dimenticano l'art. 64 del regolamento? Se ben comprendiamo il ragionamento (e chiedo aiuto all’autore del post, affinché mi illumini d’immenso) sarebbe più o meno questo: poiché la gestione comunitaria del SII è illegittima (Bloise dixit), allora il partecipante, ovviamente moroso – ma questo è un dettaglio di facciata – a fronte del distacco, lamenterebbe che il gestore illegittimo non gli fornisce (illegittimamente) il servizio.

Suggeriremmo al C.d.A., in ottemperanza agli insegnamenti del Vate, di fare così. Intanto, prendendo atto dell’illegittimità della gestione, interromperemmo subito l’erogazione del servizio idrico. Non vorremmo mai prevaricare il sacrosanto senso di legalità del partecipante (moroso, ma è un mero dettaglio). Certamente quel partecipante (sempre moroso, ma non ci formalizziamo) ringrazierebbe il C.d.A. che avrebbe posto fine ad una intollerabile situazione di illegittimità e ben potrebbe chiedere ad Abbanoa (non alla Comunità, gestore illegittimo, se no c’è la scomunica) di riallacciare l'acqua. In alternativa suggeriamo a tutti i partecipanti di chiedere di farsi slacciare l’acqua dal C.d.A., poi di andare in processione dal Vate che dopo aver camminato sulle acque farà anche il miracolo di fornire un sistema idrico integrato (SII) semplicemente portando un bel mazzo di chiavi in Comune…

Dimenticavo, chi vuole denunciare il C.d.A. per gli slacci (atti dovuti ex art. 64 Regolamento) si accomodi pure; ricordando però che chi incolpa ingiustamente qualcuno di aver commesso un reato commette lui stesso il reato di calunnia che è punito con la reclusione da due a sei anni.

Fortebraccio (nom de plume)