• Francesco Lorenzon

Io ho aderito alla richiesta della Comunità di anticipazione della quota 2017/2018


di Francesco Lorenzon - Consiglio Direttivo di ATCP

Perché ho pagato tutto quello che la Comunità mi chiedeva, saldo di bilancio non approvato, anticipo quota acqua compreso? Perché avevo sospeso di pagare nel 2016? La risposta è che la sospensione era una forma di manifestazione del dissenso verso chi ci governava prima, mentre oggi le spese della Comunità sono soprattutto una questione d’onore, una manifestazione di collaborazione tangibile verso chi ci governa oggi. Non si deve pagare per il timore dei solleciti o dei decreti ingiuntivi o perché tanto questa Comunità che ci chiede i fondi non beneficia di un riconoscimento legale certo - non si sa se sia una Associazione, una Comunione o un Condominio o altro - ma per una questione di responsabilizzazione di tutti in assenza di un evento chiarificatore, che ci si augura definitivo, verso il quale abbiamo fiducia che i governanti di oggi stiano lavorando. Le spese della Comunità oggi sono una vergogna per chi non le paga e, nel contempo, utilizza i suoi servizi sulle spalle degli altri, vigilanza e consumo dell’acqua compresi.

Se si vuole veramente che la situazione cambi e le interpretazioni statutarie si risolvano, bisogna che prima di tutto i problemi vengano affrontati da qualcuno: oggi finalmente abbiamo chi lo fa con competenza e spirito di servizio ! Non basta scrivere sui blog i “distinguo” di chi spacca le capocchie degli spilli in quattro, spargendo notizie e informazioni che servono solo a giustificare il niente che porta al niente con la pretesa e la presunzione di saper fare di meglio senza fare niente di concreto, con la giustificazione di addossare poi agli altri le responsabilità e di indirizzarne le critiche gratuitamente. Avere fiducia nei nuovi amministratori e appoggiarli nel loro percorso comporta prima di tutto adempiere agli obblighi/doveri cui ciascuno partecipante è tenuto, poi ci sarà il tempo per metterli in discussione e giudicarli. Per questo ho pagato tutto quanto era in conto, nell’auspicio che serva a dare il mio modesto contributo per il raggiungimento di quella normalità che tutti auspichiamo e vogliamo. Purtroppo, mi capita ancora di leggere di “inciuci, di “distinguo”, di sterili polemiche, elucubrazioni giuridiche ad uso di azzeccagarbugli che si pavoneggiano di interpretazioni tecniche e di disquisizioni filosofiche, come quella sulle definizioni concettuali di “maggioranza”. Oppure di costanti richiami su “legalità” violate di chi finge di non sapere che con la legalità espressa dalle nostre istituzioni non si va da nessuna parte, basta vedere il tempo che ci vuole per avere l’esito di un ricorso al TAR e delle ridicole argomentazioni che il TAR richiama per poi non decidere niente. E c’è ancora gente che ha fiducia nella legalità e si aspetta che da questa vengano le soluzioni ai nostri problemi? Auguri, per chi ci crede, peccato che intanto non paga.

Si sono assunti dei bei fastidi e delle grosse rogne, quei signori votati dall’assemblea, e io aggiungerei “vincenti loro malgrado”. Essi meritano tutta la nostra fiducia per il tempo e le risorse personali che impegnano, altro che “ricerca del cadreghino”, continuità con il passato, conflitto di interessi, eccetera, ad uso dei soliti polemisti d’accatto, travestiti da giornalisti, dai quali non ricordo di aver mai visto venire niente di costruttivo.

A differenza di molti non sono un innamorato di C.P., anzi non me ne frega niente, non ho acquistato per speculare, per guadagnarci, ma per viverci bene, sì. Vorrei avere quei servizi civili che mi spettano, vederla pulita, ordinata, disciplinata, come accade in quelle località turistiche gestite con competenza e rispetto.

Dove le istituzioni fanno la loro parte e dove non c’è bisogno di una Comunità che si sostituisca nel loro ruolo: non per le spese ma semplicemente perché non serve che ci sia una Comunità in aggiunta. Di recente sono stato in alcune località della costa adriatica del nord-est, le ho viste pulite, ho visto i giardini ben curati, le aiuole fiorite, le piste ciclabili ben tracciate, i percorsi vita, e non c’erano Comunità a gestirle, non erano state fatte a spese dei privati, ma c’era una organizzazione della popolazione locale fiera di fare e di dare per quello che riceveva. In sinergia reciproca. In quei posti non si ragiona nei termini di chi dice questa è casa mia e voi siete ospiti, come capita di sentire a Costa Paradiso. Che bella Costa Paradiso. Continuiamo ad amarla cosi, nonostante tutto. Ma soprattutto, continuiamo a pagare l’acqua anche per gli altri, però, non si sa mai, mettiamoci anche il serbatoio di riserva, potrebbe anche venir buono. F.L.