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L'avv. Stegagno spiega perchè NON darà la delega al dott. Buffoni


Egr. Dottore,

La ringrazio per la cortese e particolarmente sollecita risposta alle mie domande di ieri 18 novembre. Per esperienza ho notato che quando un politico non desidera prendere una posizione chiara su di un tema, per potersi così tenere mano libera, afferma che si tratta di POLEMICA, CHE DIVIDE E DEL TUTTO STERILE; MA PER POTER AMMINISTRARE BISOGNA ESSERE CONCORDI SUI TEMI. In caso contrario non deciderebbero i partecipanti ma, AD NUTUM, ovvero di testa loro, i delegati.

Poiché Lei che, purtroppo, non ho avuto il piacere di conoscere personalmente, ha svolto l’importante funzione di prefetto, come da tempo costantemente ripete il sito che cortesemente mi ospita, concludo che deve essere stato un devoto servitore dello Stato e quindi della LEGGE e non della SOPRAFFAZIONE. La prego nuovamente, quindi, di chiarirmi se Lei, che sicuramente conosce e vuole rispettare DETTA LEGGE, ritenga che l’onere di costruzione della fognatura, ecc., debba ricadere sulla Comunità o sul Comune od altro ente pubblico. Questa risposta è ESSENZIALE per farmi decidere se darLe o meno i voti miei e di chi rappresento, voti che d’altronde Lei mi ha chiesto.

Questa risposta è PRELIMINARE e DETERMINANTE; quanto poi alla necessità che detta fognatura debba essere costruita non si discute e I MODI PER FARLO sono diversi; ma nella scelta, chi chiede il nostro voto DOVRÀ FARE SOLO GLI INTERESSI DEI PARTECIPANTI che sono di natura PRIVATA e non PUBBLICA.

Ipotizzo da profano (ma i tecnici del diritto amministrativo sapranno sicuramente vestire nel modo più acconcio le soluzioni possibili):

A) Finanziamento al Comune

B) Rinuncia del Comune ad incassare le imposte e tasse a suo favore gravanti sui proprietari per un certo numero di anni, e così via…

Tra l’altro Lei sicuramente conoscerà la chiara e corretta relazione dell’Ing. Pignagnoli, proveniente da persona degna di fiducia e che stimo. Proprio da conoscitore del diritto Lei sicuramente sa che la sentenza del TAR (positiva o negativa) può essere impugnata in diversa sede, e sempre che le mie nozioni di felice “fu” avvocato non siano obsolete (come fa fino dire oggi). Il programma da Lei pubblicato, a mio sommesso avviso di fu avvocato di provincia (Verona è provincia anche se le province dovessero essere state abolite; o no?) è pieno di belle parole che tutti possiamo condividere, e che tutte le liste propongono, ma nulla afferma in ordine alla soluzione dei problemi determinanti.

Quindi, allo stato, non Le darò la mia delega.

Mi sia consentita una digressione: ieri sera ho ricevuto, sulla mia posta elettronica, dall’Unione Proprietari, un articolo che si dice pubblicato sul sito “Assemblea 26 novembre”, nel quale oltre a poche cose condivisibili, Lei viene dipinto come una sorta di vassallo del signorotto feudale definito “Mela ed affini”.

Io non credo assolutamente a tali asserzioni e mi rifiuto di credere che un ex servitore dello Stato e della LEGGE sia tale. Ma se anche Lei anziché vassallo fosse amico dell’”UOMO NERO”, come chiamerò il detto per semplificare, e ritenesse giusto rappresentarne gli interessi in Consiglio, non mi scandalizzerei e lo riterrei lecito. Anche i diritti dell’uomo nero, partecipante e proprietario, vanno considerati in Consiglio purché SI RISPETTI E SI APPLICHI LA LEGGE.

CERTO SI È CHE L’UOMO NERO, SE FOSSE MOROSO, NON POTREBBE VOTARE COME NON LO PUÒ L’ALTRO MOROSO NELLA SOSTANZA, E CIOÈ IL COMUNE.

Spero quindi che Lei, senza riserve, potrà chiarire a me e agli altri partecipanti il Suo pensiero; approfittando del fatto che Lei per primo mi ha dati i CORDIALI saluti, faccio altrettanto anch’io e La saluto molto cordialmente, augurandomi di poterLa conoscere personalmente quanto prima.

Verona, 19 novembre 2016

Gianfranco Stegagno