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Lettera aperta ai partecipanti della Comunità di Costa Paradiso


E’ trascorso, già, un mese e mezzo dall’assemblea del 10 agosto 2016 e molti di coloro che, nell’occasione, hanno votato per il rinnovo delle cariche sociali e per dare una svolta alla gestione fallimentare della Comunità, si stanno ancora chiedendo se il loro voto abbia prodotto dei risultati nella direzione di un atteso cambiamento oppure se sia stato del tutto inutile.

In effetti, in questo lasso di tempo non ci sono stati segni visibili di novità. Il C.d.A. decaduto, arroccato nella posizione di non voler riconoscere la validità della prosecuzione dell’assemblea, che ha portato alla elezione di un nuovo consiglio di amministrazione e di un nuovo collegio dei rappresentanti, continua a gestire la Comunità chiedendo anticipi (maggiorati) di pagamento per l’esercizio finanziario 2017. Dal suo canto, il C.d.A. eletto ha passato più tempo a verificare, attraverso vari consulti legali, la legittimità giuridica della sua elezione che non a lavorare per la Comunità e ad affrontare fin da subito i problemi più urgenti, come il servizio idrico e l’attivazione di una trattativa diretta con la soc. Abbanoa; la questione dell’adeguamento dell’impianto fognario e di depurazione; la gravità della situazione finanziaria.

Con la pubblicazione del verbale, il C.d.A. decaduto ha voluto confermare la posizione che l’assemblea è stata sciolta (ad insaputa dei presenti) e che, quindi, non vi è stata alcuna continuazione valida “stanti i gravissimi disordini verificatisi, non sopiti neanche a seguito dell’intervento degli organi di sicurezza, la qui costituita assemblea deve essere interrotta per oggettiva impossibilità di funzionamento” (così Piergianni Addis ha fatto scrivere al notaio chiamato a verbalizzare). In questo verbale, le contestazioni sorte in assemblea per le violazioni del regolamento, perpetrate dal presidente Piergianni Addis, si trasformano in “gravissimi disordini”, integrando tutti gli elementi per proporre una querela di falso nei confronti del presidente dell’assemblea.

Ciò nonostante, detto verbale costituisce un ostacolo perché i nuovi organi, eletti il 10 agosto scorso, possano insediarsi nelle funzioni di gestione e controllo della Comunità ed affrontare immediatamente non solo le urgenze anzidette, ma anche di realizzare quel programma di innovazione e cambiamento auspicato da una maggioranza sempre più consapevole di proprietari. Nel frattempo, esso consente ad un C.d.A. decaduto e squalificato di continuare a gestire la Comunità senza alcuna legittimazione, pur avendo fatto solo danni nel corso del suo mandato (basta ricordare, ad esempio, le consulenze inutili, l’interruzione della fornitura dell’acqua, l’aumento ingiustificato delle quote condominiali di oltre il 40%, la sparizione di fondi dalla cassa sociale). Piergianni Addis, presidente uscente, componente a vita del C.d.A., potrà così convocare una nuova assemblea (con ulteriori spese per la Comunità), benché sia stato il principale artefice del fallimento dell’assemblea del 10 agosto: facendosi nominare improvvidamente presidente con l’appoggio del Comune di Trinità e sulla base di un sistema di votazione in evidente contrasto con quanto prevede l’art- 51 del regolamento, ha, prima, provocato le contestazioni dei presenti; poi, avendo capito di non avere una maggioranza sufficiente per approvare il bilancio, ha interrotto l’assemblea ad insaputa dei presenti. Un autentico campione di furbizia !!

Noi diciamo a gran voce che l’assemblea è stata interrotta non per “gravissimi disordini”, inesistenti, ma per le convenienze di Addis, che si era reso conto che, dall’assemblea, sarebbe uscito battuto anche con i voti del Comune, per le perplessità insorte nei suoi stessi sostenitori nel vedere il sindaco di Trinità ed i principali imprenditori edilizi (peraltro morosi) schierati al suo fianco al tavolo della presidenza. Dunque, si è trattato di una interruzione del tutto pretestuosa e strumentale. Per questo sono state analizzate le possibilità di ricorrere al tribunale di Tempio sia per annullare la delibera che ha nominato Addis presidente dell’assemblea sia per far dichiarare valida l’elezione del C.d.A. e del C.d.R., svoltasi dopo la fase di interruzione per l’intervento del sindaco di Trinità. Purtroppo, i tempi della Giustizia non si conciliano né con l’urgenza di assicurare la presenza un organo di gestione della Comunità nella pienezza dei suoi poteri, né con l’annunciata volontà dello stesso Addis di voler convocare a breve una nuova assemblea. A questo punto, siamo noi ad invocare l’urgenza di una nuova assemblea sia per mandarlo definitivamente a casa, sia per dare alla gestione della Comunità una impronta diversa, con un vero programma di cambiamento, basato sulla legalità, l’economicità e la trasparenza.

Per far questo, è necessario che, nella prossima assemblea, si verifichi lo stesso livello di partecipazione di quella del 10 agosto scorso, al fine di opporsi al ricostituito connubio Comune-Comunità (con Piergianni Addis a far da garante), che è stata, da sempre, la causa di tutti i problemi di Costa Paradiso. Tale connubio, infatti, è destinato a permettere al Comune di continuare a sottrarsi ai suoi obblighi e di scaricarne i costi sui proprietari di Costa Paradiso. Non fatevi, perciò, ingannare dalle sirene che già presentano facce nuove e propongono liste unitarie senza dire prima che cosa vogliono fare, quali interessi intendano tutelare e dalla parte di chi vogliono stare.

Non sarà facile contrastare questo disegno, ormai evidente, dati gli interessi in gioco e la consistenza delle forze che sostengono un modello di Comunità asservito al Comune di Trinità ed agli imprenditori edilizi, grandi elettori della nuova Giunta Comunale; tuttavia, una partecipazione convinta e numerosa della maggioranza dei proprietari, ben assistita sul piano legale, così che vengano fatti valere i prerequisiti di legalità dell’assemblea, può mandare a monte questo piano. Ed è In quest’ottica, quella della difesa dei nostri diritti, che ci vediamo costretti a dover chiedere, fin d’ora, la vostra disponibilità a fornire un piccolo contributo economico, per poter far fronte, in modo adeguato, a tali spese.

Confidiamo, pertanto, nel vostro sostegno, anche finanziario, e nella vostra partecipazione diretta alla prossima assemblea, formulando l’augurio che essa possa dare finalmente il via ad una nuova stagione per Costa Paradiso.

il Consiglio Direttivo di ATCP

il coordinamento di "Amici di Costa Paradiso"