• Francesco Pittalis

CdA di Costa Paradiso: ammanchi di cassa ed altre amenità


Il verbale della riunione CdR tenuta a Milano sabato 22 novembre 2014 e ormai di dominio pubblico getta luce sull’efficacia dell’azione amministrativa dell’attuale CdA e credo che si presti ad alcune osservazioni:

  1. La parte del verbale che riguarda l’ammanco di cassa conferma cose di cui si aveva sentore ormai da tempo. Me ne aveva parlato lo stesso Piergianni Addis nel corso del nostro incontro a casa sua tenuto martedì 28 ottobre 2014 dalle 10:00-12:20. In seguito anche Sandro Guiducci me ne aveva parlato per telefono giovedì 20 novembre tra le 18:30 e le 18:40. Nessuno dei due aveva nascosto la gravità del fatto, anzi secondo Addis la gravità era tale da giustificare da sola le dimissioni del CdA.

  2. La lettera di richiamo al Coordinatore dell’Ufficio Tecnico sarebbe stata motivata formalmente per non aver dichiarato gli allacci abusivi alla fognatura, cosa che, a parere del CdA, non poteva non sapere.

Si potrebbero fare alcuni commenti:

  1. La trasparenza dei documenti amministrativi. Stupisce che il verbale della riunione CdR del 22 novembre 2014 non sia stata pubblicata sul sito ufficiale della Comunità e le motivazioni addotte per spiegare il ritardo con il quale ne è data notizia, intorno a metà gennaio 2015 cioè dopo circa due mesi, sembrano poco convincenti. Stupisce anche che non ci sia traccia di altre riunioni del CdA dopo quella del 3 novembre 2014. Ci si chiede se siano state tenute o se si sia rinunciato a darne notizia. Anche gli aggiornamenti sul progetto fognatura sono carenti e poco frequenti. In pratica i Partecipanti vengono tenuti all’oscuro di vicende che li riguardano molto da vicino e che avrebbero tutti i diritti di conoscere bene, anche perché saranno chiamati a pagare.

  2. Il personale degli Uffici. La sottrazione di risorse è evidentemente un fatto molto grave e si deve ritenere che le prove raccolte siano tali da dare la certezza che le cose siano andate effettivamente così. Ci si chiede ora che provvedimenti siano stati presi o si stiano per prendere per recuperare le risorse e per evitare il ripetersi di questi comportamenti.

  3. La gestione del CdA. Gli ammanchi di cassa gettano discredito sull’operato dell’intero CdA. Ci si deve chiedere come siano potuti avvenire per un importo così rilevante e in modo continuativo. Da ciò che è dato sapere gli ammanchi si sarebbero verificati con continuità almeno nel periodo da febbraio a ottobre 2014 e l’ultima quadratura dei conti sarebbe avvenuta appunto a febbraio 2014. Ci si chiede quale controllo sia stata esercitato da parte di chi avrebbe dovuto svolgere questa funzione anche tenendo conto del fatto che, come dichiarato nel verbale CdA del 18 febbraio 2014, in passato era già stato registrato un ammanco di cassa considerevole.

Nel caso degli allacci abusivi si potrebbero fare riflessioni analoghe.

Anche la vicenda del mancato aggiornamento del software di gestione dopo più di un anno di tentativi è emblematica di una incapacità a gestire e di un modo poco chiaro di operare.

In conclusione

Riteniamo che emergano responsabilità gravi a carico degli amministratori che avrebbero potuto evitare molte di queste vicende se avessero saputo svolgere in modo efficace il ruolo affidato, cosa che evidentemente non hanno fatto.

Le responsabilità investono il CdA nel suo complesso e non solo i singoli componenti. Le responsabilità sono aggravate dal fatto che nel passato recente erano già affiorate altre carenze amministrative gravi, prima fra tutte la compilazione di un Bilancio Triennale impresentabile per errori contabili e privo della relazione esplicativa. Come tutti ricorderanno La conseguenza è stata che per la sua approvazione sono state necessarie due Assemblee con relativi oneri di convocazione e di partecipazione.

Qualcuno si è scusato per questo? Qualcuno si è scusato ora per l’ammanco di cassa e le altre notizie contenute nel verbale CdR del 22 novembre 2014?

Non è possibile che le persone responsabili di questi risultati se ne stiano imperturbabili al loro posto e facciano finta di niente con la convinzione granitica di essere inamovibili e al di fuori della portata di ogni possibile critica e conseguenza del loro operato.

Forse scusarsi non rientra nel loro codice di comportamento.

Noi chiediamo che CdA e CdR si dimettano per una questione di decenza e per un rispetto residuale nei confronti dei Partecipanti che sono ormai stanchi di essere amministrati con un livello di efficienza così basso, con una trasparenza così opaca e soprattutto di dover pagare per le conseguenze di tutto questo.