• Ferdinando Mulas

A cosa allude Agostino Magliulo? c'è qualcosa che non sappiamo?


Oggetto: A cosa allude Agostino Magliulo? C’è qualcosa che non sappiamo?

IL 6 NOVEMBRE 2014 SUL SITO ISTITUZIONALE DELLA COMUNITÀ DI COSTA PARADISO,

Agostino Magliulo scrive:

Posted on 6 novembre, 2014

“Carissimo Presidente Piergianni Addis, ho letto con estremo interesse il Verbale dell’Assemblea del 4/10 e quello del CDA del 11/10 scorsi. Complimenti per l’impostazione e la chiarezza di entrambi i documenti. Ancora una volta devo però rilevare la pervicacia con cui Sandro Guiducci continua a imputare alle passate Amministrazioni uno scarso impegno nel recupero dei crediti. Tu eri con me in quelle Amministrazioni e sai che ciò non è vero. Poiché c’è già qualcuno che ha chiesto AZIONI di rivalsa contro detti Amministratori, apprezzerei un tuo personale intervento per evitare giudizi, da parte di esponenti dell’attuale CDA e/o CDR su fatti e circostanze che ignorano e che, tra l’altro, potrebbero diventare un boomerang per l’attuale amministrazione in futuro.

I migliori saluti.

Agostino Magliulo”

Un commento del presidente ATCP Ferdinando Mulas.

Piergianni Addis dovrebbe fare chiarezza sui veri motivi per cui è stato sfiduciato e defenestrato dalla carica di presidente del C.d.A. nell’agosto 2011, dopo pochi mesi dalla sua elezione. Quali sono i retroscena - cui ha fatto cenno Agostino Magliulo nel post pubblicato sul sito della Comunità il 6 novembre u.s. - che potrebbero avere, se rivelati, un effetto boomerang nei confronti del C.d.A. in carica e, quindi, dell’attuale presidente?

Abbiamo ragione di ritenere che uno dei retroscena sia la transazione sul credito vantato dalla Comunità, accordata dall’attuale presidente del C.d.A. in carica, quando ancora presiedeva il precedente C.d.A., a Bartolomeo Sotgiu ed alla sua famiglia. Tale transazione riguardava un debito accumulato in 21 anni dalla famiglia Sotgiu/Marras nei confronti della Comunità per la mancata corresponsione delle quote condominiali relative alla gestione generale ed al consumo acqua a partire dal 1/10/1990 fino al 30/09/2011. Per quanto è dato sapere, non essendo stata fatta piena luce su questa vicenda, nonostante specifiche richieste in tal senso, il debito, di cui non si conosce l’entità complessiva maturata alla data finale, viene regolarizzato con un assegno di 15.809,54. In ogni caso, nell’atto di transazione non compare la misura del debito complessivo.

Ma il problema centrale non è tanto l’entità della somma abbuonata, quanto la forma (che in questo caso è anche sostanza), con cui essa è avvenuta. Infatti, Bartolomeo Sotgiu non era un partecipante qualsiasi; in quel momento egli era presidente del C.d.R., cioè dell’organo cui compete il controllo sull’operato del C.d.A. Il presidente del C.d.A. era, allora, Piergianni Addis, che ancora oggi presiede il C.d.A. in carica. Ciò che lascia di stucco è la mentalità ed il costume che sta alla base di certi comportamenti, refrattari al rispetto delle regole e delle procedure: il controllore, che si accorda col controllato per un condono parziale sulle quote condominiali da lui dovute verso la Comunità, e cioè verso la cassa sociale, non è un bel vedere.

Per allontanare qualsiasi ombra o sospetto sui presidenti dei due organi di rappresentanza della Comunità dei Partecipanti chiediamo, perciò, che vengano pubblicati sul sito web della Comunità:

  1. L’ammontare complessivo del debito maturato dalla famiglia Sotgiu nei confronti della Comunità nel periodo 01.10.1990-30.09.2011;

  2. La delibera del C.d.A. dell’epoca, con la quale è stato dato mandato al presidente di transigere il debito maturato dalla famiglia Sotgiu;

  3. L’approvazione dell’accordo di transazione da parte del C.d.R. dell’epoca.

Sempre allo stesso fine, e cioè quello di fugare ombre e sospetti sui comportamenti del presidente del C.d.A. relativamente alle spese fatte gravare a carico della Comunità con l’impiego della carta di credito di cui dispone, chiediamo la pubblicazione, sul sito web della Comunità, dell’elenco delle spese effettuate e delle relative pezze giustificative, sia nel precedente C.d.A. che nell’attuale.

Le generiche spiegazioni, date in merito alcuni mesi fa dall’interessato, non sono valse a diradare le nubi. E’ possibile fare chiarezza in modo definitivo? E’ troppo chiedere di fare un uso del sito web della Comunità che risponda all’interesse collettivo dei Partecipanti, anziché utilizzarlo come sito di maldicenza?

In caso di silenzio, faremo valere la richiesta in altra sede.

Presidente ATCP

Ferdinando Mulas